Aboliamo la blasfemia in Pakistan
Un giudice pachistano ha ordinato l’arresto dell’imam che aveva accusato una bambina cristiana, Rimsha Masih, di aver bruciato pagine del Corano. L’imam avrebbe manipolato le prove di quanto era accaduto aggiungendo pagine del libro sacro dell’islam a quelle presumibilmente bruciate dalla ragazzina. Il religioso ha ammesso di averlo fatto “per cacciare una volta per tutte la comunità cristiana”. La comunità internazionale deve battersi affinché venga abolita la legge sulla blasfemia. La norma, introdotta nel 1986, prevede l’ergastolo per chi offende il Corano e la pena di morte in caso di offesa a Maometto, che è in sé una bestemmia, visto che semina oppressione e morte in nome di Dio.
10 AGO 20

Un giudice pachistano ha ordinato l’arresto dell’imam che aveva accusato una bambina cristiana, Rimsha Masih, di aver bruciato pagine del Corano. L’imam avrebbe manipolato le prove di quanto era accaduto aggiungendo pagine del libro sacro dell’islam a quelle presumibilmente bruciate dalla ragazzina. Il religioso ha ammesso di averlo fatto “per cacciare una volta per tutte la comunità cristiana”. La comunità internazionale deve battersi affinché venga abolita la legge sulla blasfemia. La norma, introdotta nel 1986, prevede l’ergastolo per chi offende il Corano e la pena di morte in caso di offesa a Maometto, che è in sé una bestemmia, visto che semina oppressione e morte in nome di Dio. La scia di morte legata alla legge iniziò nel 1998 con un suicidio. Per richiamare l’attenzione del mondo, il vescovo John Joseph si uccise all’entrata del tribunale di Sahiwal, dove si celebrava il processo a un cattolico condannato a morte per blasfemia.
Oggi il caso più noto è quello di Asia Bibi. Che siano colpevoli o no, la vita dei cristiani viene stravolta. Nel migliore dei casi stroncata dal carcere. Ma il più delle volte chi è condannato per l’oltraggio viene ucciso in cella da un compagno di prigionia o da un secondino. E quando è giudicato innocente, cosa che capita di rado, viene immancabilmente assassinato appena lascia il penitenziario. Una legge dunque che non tutela i simboli religiosi, ma crea le condizioni per una campagna intimidatoria contro le minoranze. Il governatore del Punjab, Salman Taseer, è stato ucciso con nove colpi di pistola alla testa perché aveva osato criticare quella legge e difendere Asia Bibi. Taseer aveva definito quella legge, in urdu, una “kala kanoon”, una legge nera. Poi è stato ucciso Shahbaz Bhatti, l’unico ministro cattolico del Pakistan e l’unica figura pubblica che era rimasta a denunciare la legge sulla blasfemia che consente di mettere a morte un cristiano in nome dell’islam. La guerra contro i blasfemi ha riverberi anche in Europa, dove non si contano più i casi di giornalisti, vignettisti e scrittori minacciati di morte. La battaglia per abolire la legge sulla blasfemia non riguarda dunque soltanto il lontano Pakistan. Riguarda tutti noi.